top of page

Guida Turistica 2026
NOVITA'
Tutte le pillole d'esame
Indovina dall'immagine di quale sito si tratta,
poi scopri uno spunto utile per la seconda e terza prova


L’isola vista dal mare
Prima di diventare un nome familiare, un’isola può apparire come approdo, rotta, territorio conteso: una parola incisa da chi arrivava dal mare. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il principale museo archeologico della Sardegna, ospitato nella Cittadella dei Musei. Nell’immagine vediamo la Stele di Nora, un blocco iscritto in alfabeto fenicio, rinvenuto nel 1773 presso Pula e oggi conservato nel museo. La pietra non fu trovata nel suo contest


Il tempo seduto sopra i Medici
Ci sono tombe che celebrano una famiglia. Altre cercano di misurare qualcosa di molto più grande: il rapporto tra il potere umano e il tempo che lo consuma. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nelle Cappelle Medicee, e in particolare nella Sagrestia Nuova progettata da Michelangelo per i sepolcri di Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, cuore monumentale della memoria dinastica dei Medici. Nell'immagine vediamo uno dei grandi complessi scultorei concepiti da Miche



Gli stambecchi di contrabbando
A volte una specie non torna a vivere sulle montagne seguendo una storia lineare e pulita di tutela: può passare anche da un confine attraversato di nascosto, da cuccioli portati via illegalmente, da un allevamento svizzero e da una piccola popolazione superstite diventata, suo malgrado, il serbatoio genetico da cui ripartì gran parte dello stambecco alpino moderno. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, tra Valle d’Aosta e Piemonte: il primo parco naz


Il generale che tolse lo zucchero alla leggenda
Ci sono luoghi in cui la storia sembra appartenere ai grandi personaggi. Poi, scavando un po' più a fondo, si scopre che a cambiare davvero il corso degli eventi sono spesso figure quasi dimenticate, rimaste nell'ombra delle leggende. Dove ci troviamo? Siamo al Castello di Grinzane Cavour, una delle sei componenti del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto nel 2014. Nell’immagine vediamo il castello che Camillo Benso di Cavour amminis


Il dio inventato dal restauro
A volte il dettaglio più rivelatore non è ciò che una statua antica conserva, ma ciò che le è stato aggiunto secoli dopo per farla parlare la lingua del nuovo ambiente in cui viene alloggiata. Dove ci troviamo? Siamo a Genova, nel Museo di Palazzo Reale, all’interno della Galleria degli Specchi: l’ambiente più scenografico del palazzo, trasformato nel Settecento per i Durazzo da Domenico Parodi. Nell’immagine vediamo una statua collocata nella Galleria, tra specchi, dorature,


Il libro che aprì una porta
A volte, in un ritratto, l’oggetto più importante non è quello che decora la scena: è quello che spiega una relazione, un favore ricevuto, l’ingresso di un artista dentro una delle reti culturali più potenti del suo tempo. Dove ci troviamo? Siamo a Napoli, nel Museo di Capodimonte, una delle grandi raccolte d’arte italiane, nata intorno alle collezioni dinastiche borboniche e farnesiane. Nell’immagine vediamo il Ritratto di Giulio Clovio di El Greco, dipinto intorno al 1571-1


Il raggio che cercava il Cancro
A volte un pavimento non serve solo a sostenere i passi: può diventare una superficie di misura, un’immagine ordinata del cosmo, il punto in cui una comunità medievale prova a far entrare il tempo del cielo dentro lo spazio del rito. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nel Battistero di San Giovanni: uno degli edifici più antichi e simbolici della città, davanti alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Nell’immagine vediamo la ruota zodiacale del pavimento, un intarsio marmor


La piazza senza marmo
A volte la romanità non si riconosce nel bianco della pietra o nello splendore del marmo, ma in una superficie più semplice e concreta: un pavimento di laterizi, ripetuto come una trama, capace di trasformare un punto strategico del territorio in una vera città pubblica. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco archeologico di Scolacium, a Roccelletta di Borgia, in Calabria: l’area dell’antica Skylletion greca e poi della colonia romana di Scolacium, affacciata sul Golfo di Squillac


Il museo che imparò a rinunciare
Molti pensano che un grande museo nasca aggiungendo continuamente nuovi capolavori. In questo caso invece raccontiamo una storia molto diversa: uno dei passaggi decisivi dell'evoluzione di questo importante museo coincide con la scelta, apparentemente paradossale, di separarsi da un'opera importante. È in quel momento che la Galleria smette definitivamente di essere il tesoro di una dinastia e comincia a diventare uno dei primi musei moderni d'Europa. Dove ci troviamo? Siam


Il tempio che uscì dal ghetto
Prima della guglia, prima del museo, prima del simbolo di Torino, c’è una soglia storica: il momento in cui una comunità fino ad allora confinata e poco visibile può pensare il proprio tempio come presenza pubblica nella città. Dove ci troviamo? Siamo a Torino, all’interno della Mole Antonelliana, progettata da Alessandro Antonelli a partire dal 1863 e oggi sede del Museo Nazionale del Cinema. Nell’immagine vediamo la grande aula interna, attraversata dall’ascensore panoramic


La città delle pecore
Sepino è famosa per le sue mura, le porte e il reticolo perfetto della città romana. Ma c'è anche un dettaglio molto meno noto: uno dei documenti più importanti della storia della transumanza italiana. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco Archeologico di Sepino, in Molise, nell'antica Saepinum, città romana costruita tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. lungo il tratturo che collegava gli Abruzzi alla Puglia. Nell'immagine vediamo l'iscrizione nota come Editto di Sep


Le dodici ferite del tempio
Ci sono monumenti che sembrano sopravvissuti perché sono rimasti identici a se stessi. A guardarli meglio, invece, si scopre che devono la loro fortuna proprio a una trasformazione radicale. Dove ci troviamo? Siamo ad Agrigento, nell’Area archeologica della Valle dei Templi, il grande sito dell’antica Akragas, patrimonio UNESCO dal 1997. Nell’immagine vediamo l’interno del cosiddetto Tempio della Concordia in una xilografia ottocentesca di Giuseppe Barberis: non la facciata p


Il Medioevo venuto dopo
Ci sono monumenti che diventano simboli perché conservano il passato. Altri perché conservano, quasi senza volerlo, le tracce della sua trasformazione. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, sul Ponte Vecchio, ricostruito dopo la piena del 1333 e oggi uno dei simboli più riconoscibili del centro storico UNESCO. Nell'immagine vediamo il ponte con le sue celebri botteghe aggettanti sull'Arno e i volumi irregolari che sembrano crescere spontaneamente sopra l'acqua, quasi come un org


La banchina a due quote
In un porto romano, il dettaglio decisivo può stare in una quota: pochi metri di differenza per governare acque, carichi e tempi del commercio. Dove ci troviamo? Siamo nell’Area archeologica di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia: una delle grandi città romane dell’alto Adriatico, oggi parte del sito UNESCO “Area archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia”. Nell’immagine vediamo i resti del porto fluviale, lungo l’antico corso del sistema Natisone-Torre/Natissa: banchine,


L’isola vista dal mare
Prima di diventare un nome familiare, un’isola può apparire come approdo, rotta, territorio conteso: una parola incisa da chi arrivava dal mare. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il principale museo archeologico della Sardegna, ospitato nella Cittadella dei Musei. Nell’immagine vediamo la Stele di Nora, un blocco iscritto in alfabeto fenicio, rinvenuto nel 1773 presso Pula e oggi conservato nel museo. La pietra non fu trovata nel suo contest


Il tempo seduto sopra i Medici
Ci sono tombe che celebrano una famiglia. Altre cercano di misurare qualcosa di molto più grande: il rapporto tra il potere umano e il tempo che lo consuma. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nelle Cappelle Medicee, e in particolare nella Sagrestia Nuova progettata da Michelangelo per i sepolcri di Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, cuore monumentale della memoria dinastica dei Medici. Nell'immagine vediamo uno dei grandi complessi scultorei concepiti da Miche


Il sentiero degli esplosivi
Dietro uno dei nomi più sentimentali del paesaggio italiano c’è un’origine molto meno romantica: una parete di roccia, lavori ferroviari, materiali da trasportare e una santabarbara da raggiungere. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, lungo la Via dell’Amore, il tratto costiero che collega Riomaggiore e Manarola all’interno del paesaggio culturale UNESCO di Portovenere, Cinque Terre e Isole. Nell’immagine vediamo uno scorcio della Via de


Il mostro che corre da fermo
Prima del tempio “classico” fatto di misura e proporzione, il sacro greco poteva presentarsi così: frontale, colorato, aggressivo, quasi impossibile da ignorare. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, nella sezione dedicata alla Sicilia greca. Nell’immagine vediamo una placca in terracotta con Gorgone e Pegaso, proveniente da via Minerva, nell’area sacra di Ortigia, e datata alla fine del VII secolo a.C. Lo sapevi che questa Gorgone


Il titolo arrivato cinquant’anni dopo
È uno dei ritratti più riconoscibili della Galleria. Ma il nome con cui oggi lo conosciamo non fu scelto da Van Gogh e potrebbe persino portarci fuori strada. Dove ci troviamo? Siamo a Roma, nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che conserva Il giardiniere, dipinto da Vincent van Gogh a Saint-Rémy nel settembre del 1889. Nell’immagine vediamo un giovane con cappello e abiti da lavoro, immerso in un paesaggio costruito con brevi tocchi verdi, azzurri, gialli


Il Medioevo del Novecento
La Rocca di Gradara è famosissima per Paolo e Francesca. Ma c'è anche un dettaglio molto meno noto: una parte dell'immagine medievale che oggi consideriamo "autentica" è in realtà il risultato di una scelta del XX secolo. Dove ci troviamo? Siamo a Gradara, nelle Marche, nella rocca che domina il borgo fortificato e la doppia cinta muraria lunga quasi 800 metri. Nell'immagine vediamo le merlature e il cammino di ronda della fortezza, uno degli elementi più riconoscibili dell'i


Il libro sopra l’armatura
Nel palazzo di un condottiero, il dettaglio più politico può non essere una spada: può essere un libro aperto tra le mani. Dove ci troviamo? Siamo a Urbino, nel Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche e cuore del centro storico riconosciuto dall’UNESCO nel 1998. Nell’immagine vediamo un dettaglio del Ritratto di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo, dipinto da Pedro Berruguete intorno al 1476-1477: Federico indossa l’armatura sotto il broccato e


Il nudo che cambiò stanza
Un mito antico può nascere come immagine privata, entrare in una collezione dinastica e diventare, secoli dopo, un problema morale da nascondere. Dove ci troviamo? Siamo a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte: il grande museo nato intorno alla Collezione Farnese, trasferita a Napoli da Carlo di Borbone nel XVIII secolo. Nell’immagine vediamo la Danae di Tiziano, dipinta intorno al 1544-1545 e conservata a Capodimonte: la principessa riceve Giove trasformato in pioggi
bottom of page