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Guida Turistica 2026
NOVITA'
Tutte le pillole d'esame
Indovina dall'immagine di quale sito si tratta,
poi scopri uno spunto utile per la seconda e terza prova


L’isola vista dal mare
Prima di diventare un nome familiare, un’isola può apparire come approdo, rotta, territorio conteso: una parola incisa da chi arrivava dal mare. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il principale museo archeologico della Sardegna, ospitato nella Cittadella dei Musei. Nell’immagine vediamo la Stele di Nora, un blocco iscritto in alfabeto fenicio, rinvenuto nel 1773 presso Pula e oggi conservato nel museo. La pietra non fu trovata nel suo contest


Il tempo seduto sopra i Medici
Ci sono tombe che celebrano una famiglia. Altre cercano di misurare qualcosa di molto più grande: il rapporto tra il potere umano e il tempo che lo consuma. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nelle Cappelle Medicee, e in particolare nella Sagrestia Nuova progettata da Michelangelo per i sepolcri di Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, cuore monumentale della memoria dinastica dei Medici. Nell'immagine vediamo uno dei grandi complessi scultorei concepiti da Miche



Il palazzo che trasformò una famiglia in leggenda
Una facciata può funzionare come un albero genealogico: qui mostri, sirene, chimere e leoni non decorano soltanto i balconi, ma trasformano l’ascesa di una famiglia in un racconto pubblico scolpito nella pietra. Dove ci troviamo? Siamo a Noto, nella città ricostruita dopo il terremoto del 1693 e oggi compresa nel sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto. Nell’immagine vediamo uno dei balconi di Palazzo Nicolaci di Villadorata, la grande residenza urbana iniziata


Forse non è mai stata Venere...
La storia dell'arte è piena di opere che sembrano aver trovato da tempo un'identità definitiva. Eppure, a volte, basta osservare meglio un dettaglio perché una certezza durata due secoli cominci a vacillare. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa. Nell'immagine vediamo una delle opere più celebri del museo: la cosiddetta Venere Landolina, rinvenuta nel 1804 nei pressi del Ninfeo del Teatro Greco e da oltre due secoli considerata uno dei


Quando il circo diventò vendemmia
Ci sono luoghi in cui il potere non smette di mettere in scena se stesso: cambia soltanto il tipo di spettacolo. Dove ci troviamo? Siamo alla Villa dei Quintili, lungo la via Appia Antica, nel Parco Archeologico dell’Appia Antica: il più grande complesso residenziale del suburbio romano, appartenuto ai fratelli Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintilio Valerio Massimo, consoli nel 151 d.C. Nell’immagine vediamo l’area della cantina monumentale individuata all’interno della v


La dea non è nel tempio
A volte il monumento più grande tace proprio sul punto che vorremmo sapere; a parlare, allora, è una pietra più piccola, spostata, riusata, sopravvissuta altrove. Dove ci troviamo? Siamo a Segesta, nella Sicilia occidentale, nel parco archeologico dell’antica città elima, presso Calatafimi-Segesta. Nell’immagine vediamo il celebre tempio dorico di Segesta, costruito probabilmente tra il 430 e il 420 a.C.: un edificio periptero dorico-siceliota, con sei colonne sui lati brevi


L’ibis egizio sul tetto del re
In una cattedrale normanna, il dettaglio più sorprendente può non stare nell’abside d’oro, ma in alto, tra le travi: dove un mondo profano, mediterraneo e quasi palaziale entra nello spazio sacro senza chiedere permesso. Dove ci troviamo? Siamo a Cefalù, nella Cattedrale della Trasfigurazione, parte del sito UNESCO “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”. Nell’immagine vediamo il soffitto ligneo dipinto della navata: una struttura a capriate decorata con


Quando i cocci inventarono la preistoria siciliana
Prima che l’archeologia imparasse a ricostruire il passato attraverso le tracce della vita quotidiana, la Sicilia precedente ai Greci appariva quasi come una lunga zona d’ombra: priva di testi, di grandi nomi e di monumenti capaci di raccontarne da soli la storia. Dove ci troviamo? Siamo al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, uno dei maggiori musei archeologici europei e il luogo nel quale confluirono i risultati di oltre un secolo di ricerche nella Sicilia o


La città scritta a Ostia
A volte il modo migliore per capire l’importanza di una città romana non è cercarla soltanto tra le sue rovine, ma seguirne il nome altrove: inciso in un mosaico, dentro il grande porto commerciale che collegava province, merci e rotte del Mediterraneo. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco archeologico di Turris Libisonis, a Porto Torres, in Sardegna: l’antica colonia romana sorta presso la foce del Rio Mannu, in posizione strategica sul Golfo dell’Asinara. Nell’immagine non sia


Quando un buffone diventa imperatore
Un uomo assume il gesto solenne di un imperatore, ma il suo cavallo è una tartaruga e il suo corpo diventa parte dell’ironia. Dietro questa apparente burla si nasconde uno dei meccanismi più sottili con cui una corte trasformava le persone in immagini del proprio potere. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nel Giardino di Boboli, presso l’uscita detta del Bacchino. Qui si trova una copia della fontana scolpita da Valerio Cioli tra il 1564 e il 1568 per Cosimo I de’ Medici; l’o


La città che fu quasi uno Stato
A volte il barocco che vediamo oggi è solo l’ultimo strato di una storia molto più lunga: prima delle facciate scenografiche, prima delle chiese ricostruite dopo il terremoto, c’era una città che non era soltanto una città, ma il centro politico di un potere feudale enorme. Dove ci troviamo? Siamo a Modica, in Sicilia sud-orientale, una delle otto città del sito UNESCO Le città tardo barocche del Val di Noto, iscritto nel 2002. Nell’immagine vediamo il Castello dei Conti di M


Il potere appeso alla porta
Ci sono testi che non nascono per essere letti in silenzio dentro una teca: prima di diventare reperti, stavano esposti su una soglia, dove parole, oro e potere incontravano lo sguardo di chi entrava nello spazio sacro. Dove ci troviamo? Siamo a Roma, nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, davanti alle Lamine d’oro di Pyrgi, provenienti dal santuario marittimo dell’antica Caere, presso l’attuale Santa Severa. Nell’immagine vediamo tre sottili lamine auree iscritte: due


Gli stambecchi di contrabbando
A volte una specie non torna a vivere sulle montagne seguendo una storia lineare e pulita di tutela: può passare anche da un confine attraversato di nascosto, da cuccioli portati via illegalmente, da un allevamento svizzero e da una piccola popolazione superstite diventata, suo malgrado, il serbatoio genetico da cui ripartì gran parte dello stambecco alpino moderno. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, tra Valle d’Aosta e Piemonte: il primo parco naz


Il generale che tolse lo zucchero alla leggenda
Ci sono luoghi in cui la storia sembra appartenere ai grandi personaggi. Poi, scavando un po' più a fondo, si scopre che a cambiare davvero il corso degli eventi sono spesso figure quasi dimenticate, rimaste nell'ombra delle leggende. Dove ci troviamo? Siamo al Castello di Grinzane Cavour, una delle sei componenti del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto nel 2014. Nell’immagine vediamo il castello che Camillo Benso di Cavour amminis


Il dio inventato dal restauro
A volte il dettaglio più rivelatore non è ciò che una statua antica conserva, ma ciò che le è stato aggiunto secoli dopo per farla parlare la lingua del nuovo ambiente in cui viene alloggiata. Dove ci troviamo? Siamo a Genova, nel Museo di Palazzo Reale, all’interno della Galleria degli Specchi: l’ambiente più scenografico del palazzo, trasformato nel Settecento per i Durazzo da Domenico Parodi. Nell’immagine vediamo una statua collocata nella Galleria, tra specchi, dorature,


Il libro che aprì una porta
A volte, in un ritratto, l’oggetto più importante non è quello che decora la scena: è quello che spiega una relazione, un favore ricevuto, l’ingresso di un artista dentro una delle reti culturali più potenti del suo tempo. Dove ci troviamo? Siamo a Napoli, nel Museo di Capodimonte, una delle grandi raccolte d’arte italiane, nata intorno alle collezioni dinastiche borboniche e farnesiane. Nell’immagine vediamo il Ritratto di Giulio Clovio di El Greco, dipinto intorno al 1571-1


Il raggio che cercava il Cancro
A volte un pavimento non serve solo a sostenere i passi: può diventare una superficie di misura, un’immagine ordinata del cosmo, il punto in cui una comunità medievale prova a far entrare il tempo del cielo dentro lo spazio del rito. Dove ci troviamo? Siamo a Firenze, nel Battistero di San Giovanni: uno degli edifici più antichi e simbolici della città, davanti alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Nell’immagine vediamo la ruota zodiacale del pavimento, un intarsio marmor


La piazza senza marmo
A volte la romanità non si riconosce nel bianco della pietra o nello splendore del marmo, ma in una superficie più semplice e concreta: un pavimento di laterizi, ripetuto come una trama, capace di trasformare un punto strategico del territorio in una vera città pubblica. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco archeologico di Scolacium, a Roccelletta di Borgia, in Calabria: l’area dell’antica Skylletion greca e poi della colonia romana di Scolacium, affacciata sul Golfo di Squillac


Il museo che imparò a rinunciare
Molti pensano che un grande museo nasca aggiungendo continuamente nuovi capolavori. In questo caso invece raccontiamo una storia molto diversa: uno dei passaggi decisivi dell'evoluzione di questo importante museo coincide con la scelta, apparentemente paradossale, di separarsi da un'opera importante. È in quel momento che la Galleria smette definitivamente di essere il tesoro di una dinastia e comincia a diventare uno dei primi musei moderni d'Europa. Dove ci troviamo? Siam


Il tempio che uscì dal ghetto
Prima della guglia, prima del museo, prima del simbolo di Torino, c’è una soglia storica: il momento in cui una comunità fino ad allora confinata e poco visibile può pensare il proprio tempio come presenza pubblica nella città. Dove ci troviamo? Siamo a Torino, all’interno della Mole Antonelliana, progettata da Alessandro Antonelli a partire dal 1863 e oggi sede del Museo Nazionale del Cinema. Nell’immagine vediamo la grande aula interna, attraversata dall’ascensore panoramic


La città delle pecore
Sepino è famosa per le sue mura, le porte e il reticolo perfetto della città romana. Ma c'è anche un dettaglio molto meno noto: uno dei documenti più importanti della storia della transumanza italiana. Dove ci troviamo? Siamo nel Parco Archeologico di Sepino, in Molise, nell'antica Saepinum, città romana costruita tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. lungo il tratturo che collegava gli Abruzzi alla Puglia. Nell'immagine vediamo l'iscrizione nota come Editto di Sep


Le dodici ferite del tempio
Ci sono monumenti che sembrano sopravvissuti perché sono rimasti identici a se stessi. A guardarli meglio, invece, si scopre che devono la loro fortuna proprio a una trasformazione radicale. Dove ci troviamo? Siamo ad Agrigento, nell’Area archeologica della Valle dei Templi, il grande sito dell’antica Akragas, patrimonio UNESCO dal 1997. Nell’immagine vediamo l’interno del cosiddetto Tempio della Concordia in una xilografia ottocentesca di Giuseppe Barberis: non la facciata p
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